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arrestata illegalmente nelle philippine rischia 15 anni di galera |
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| mercoledì 12 novembre 2008 | |
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Può bastare?
“ In un mondo dove si perdona tutto a tutti, si danno attenuanti a chi non dovrebbe averle io sono qui ancora ad aspettare non un condono, non una grazia, ma, solo una risposta dal ministero, e dall’ambasciata. Ho dedicato la mia vita ad aiutare chi meno fortunato di me, aveva bisogno di una mano, da sola, senza mai chiedere niente a nessuno. L’ho fatto con piacere e forse anche perchè faceva bene anche a me. E forse per ringraziare un Dio il quale a me aveva dato tutto. Possibile mai che in italia, si deve uccider un genitore, si deve investire ed uccidere ubriachi, un passante per essere ascoltati ?? Io non sono capace di farlo, io appartengo a quella schiera di persone che spinte dal buon senso credono che la solidarietà sia un valore da conservare gelosamente ed andarne fieri. La mia storia, è la storia di tante persone che silenziosamente, portano avanti fiere, la voglia di cambiare il destino di chi da solo non ci riesce. E questo è il motivo per cui ora mi trovo in un mare di guai, molte volte ho affrontato difficoltà, sono stata in Thailandia ad aiutare la povera gente che dopo lo tzunami aveva perso tutto, sono stata in Brasile a portare conforto a bimbi che senza speranza e con la morte nel cuore, si vendevano per un pezzo di pane e per una manciata di colla da sniffare (Cravinhos - Brasile nel 2006 Attività educative per i bambini di strada. aiutareibambini.it ). Ho visto bimbi lavorare 20 ore al giorno e costruire mattoni sotto un sole cocente in Cambodia, ed anche li c’ero!!!! Ho pagato scuole a bambini che non rivedrò mai più, ho dato loro una speranza, l’ultima chance… quella che non si sono mai potuta permettere. L’ho fatto in silenzio, come 100.000 altre persono ignorate solo perchè non uccidono, non molestano, non violentano, non fanno le stragi del sabato sera. Questa è la nostra bella Italia, e voi ci state bene???? Sì, vi alzate la mattina andate a far finta di lavorare, accendete il vs computer e a spese dell’ente che vi paga, cercate la vs anima gemella su internet, poi andate durante la pausa pranzo, vi fate la vs bella storiella a pagamento e la sera quando tornate a casa, siete pronti a commuovervi davanti a storie pietose come la mia…… ma attenzione, solo davanti al televisore… molte storie le avete sotto gli occhi ma, aimè, se la tv non ne parla… sono invisibili, proprio come la mia in questo momento…. ed è per questo che ora sto cercando un po di visibilita’…. solo per mattermi al riparo da tutto quello che mi sta accadendo, perchè so che solo così forse potrei avere una risposta da quegli organi competenti. Io in un attimo, mi sono giocata la mia vita ho perso tutto, lo rifarei 100, mille altre volte, per vedere il sorriso sul volto di quello che ora chiamo mio figlio… Enric. Non ho più una casa, non ho più una lira, sono malata, sola e abbandonata!!!! Può bastare??? Se ci pensate ora a tutti gli effetti ho la “patente”, il benestare dalla stampa e opinione pubblica…., posso commettere un reato, avrei tutte le attenuanti, farei fare un sacco di soldi alle varie porta a porta, matrix , vita in diretta, si parlerebbe tanto di me, la sera a casa le famiglie finalmente avrebbero qualcosa di cui parlare e dimenticherebbero i loro problemi, ora in tv c’e solo il processo di perugia, uff, dopo un po stanca e poi senza pubblicita’… solo due ubriachi che investono e uccidono i soliti motorini…. che palle stò film lo ho già visto ……, ma non credo che lo farò, troppo comodo, troppo facile, preferisco di piu togliermi la vita pensando di non voler più vivere in un mondo stupido come questo. Grazie ancora per avermi ascoltata…… potete reagire se volete, …aiutarmi….. ma attenzione, non distraetevi troppo Sul Messaggero di ieri, a firma Francesca Filippi, è uscito un articolo intitolato “segregata a Manila per amore di un orfanello”, dove si racconta la storia di Stefania Fedele, 49enne romana, una vita dedicata alla solidarietà, soprattutto verso i bambini, rimasta letteralmente per molti mesi in ostaggio di una giustizia, quella filippina, che troppo spesso è permissiva verso chi ha fatto del traffico e dello sfruttamento dei minori una vera professione mentre è implacabile con chi, in buona fede, commette un errore. L'articolo racconta di come Stefania, arrivata nelle Filippine per aiutare i bambini delle favelas della capitale, trovi in un ospedale Enric, 7 anni, rimasto orfano di padre e di madre, di come tra loro sia stato subito amore, di come Stefania abbia preso questo bambino e lo abbia nutrito, allevato, fatto studiare (oggi Enric parla perfettamente inglese, italiano e filippino) e sottratto a quello che nelle Filippine è uno dei maggiori business, quello della prostituzione infantile. Ma racconta anche di come, a causa di questo amore, Stefania si sia improvvisamente trovata in un mare di guai proprio con quella giustizia filippina per cui tutto è possibile ma non amare incondizionatamente un bambino. E' Stefania stessa a raccontare quanto avvenuto ai cronisti del Messaggero che le hanno telefonato una volta appreso della storia, una storia che noi di Secondo Protocollo seguiamo quotidianamente ormai da molto tempo anche perché Stefania è una di noi, una preziosa collaboratrice nella lotta alla pedofilia e al traffico di minori. In poche parole (ma la storia è un tantino più complessa) per poter iscrivere Enric ad una scuola, naturalmente filippina perché Stefania non lo vuole nella maniera più assoluta sradicare dalla propria terra, il bambino deve essere battezzato. Enric non ha niente, nè un certificato di nascita, né un parente in vita che possa riconoscerlo, un essere praticamente invisibile, cosa assai frequente nelle Filippine e principale causa del dilagante traffico di minori. Così per iscriverlo a scuola alcuni religiosi della chiesa vicina all'abitazione di Stefania lo hanno battezzato con il cognome di Stefania. Nelle Filippine questo è perfettamente regolare, oltretutto l'operazione avviene alla luce del sole tanto che nell'ultimo censimento fatto dalla Stato Filippino Enric viene censito come “Enric Fedele”. Di fatto il bambino risulta essere, dal certificato di battesimo e di nascita, figlio di Stefania. In effetti, come testimonia Franco Londei, presidente di Secondo Protocollo, che ogni giorno parla al telefono con Stefania e con Enric, il bambino considera la donna sua madre a tutti gli effetti, la chiama mamma, fa le marachelle per cui viene messo in castigo, non si addormenta la sera se Stefania non è li con lui, insomma ha un rapporto con Stefania equivalente (se non maggiore) a quello che un figlio ha con la madre naturale. I problemi per Stefania ed Enric iniziano nel marzo scorso quando la stessa Stefania ha bisogno di una proroga del suo permesso di soggiorno e si affida ad un sedicente funzionario dell'immigrazione che si rivelerà poi un losco individuo, il quale cerca di incastrare Stefania, con la complicità della polizia, dopo averle consigliato di mettere Enric nel proprio passaporto. Lo scopo è il solito: estorcere denaro al ricco occidentale. Viene organizzata una vera e propria imboscata dove, ingenuamente, Stefania cade. La donna viene arrestata per falsificazione di documenti ma si ventila addirittura il traffico di bambini, accusa che comunque cade immediatamente. LEGGETE QUESTA FAVOLA, C” E’ TUTTO, IL PRINCIPE AZZURRO, BIANCANEVE, LA STREGA CATTIVA....MA MENTRE LA SCRIVEVO MI SONO ACCORTA CHE NON SERVE A FAR ADDORMENTARE I BAMBINI....MA CHE E’ SOLO UNA TRISTE STORIA CHE DOVREBBE FAR RISVEGLIARE LE COSCENZE ED INVECE STA FACENDO MORIRE ME,.....MA QUEsTA E’ UN ALTRA STORIA!!!! Io sto morendo, sto morendo dentro, forse sono gia impazzita e non me ne accorgo neanche piu’ . La mia storia e’ atroce, di quelle che si fa afatica anche a raccontare. Arrestata illegalmente per estorcermi denaro, per una accusa infamante, traffico di bambini., io che sono una volontaria, che i bambini li ho sempre aiutati, io che ho dato la mia vita per aiutare chi , meno fortunato di me, aveva bisogno di una mano per uscire dal buio della disperazione. Io che quel buio lo avevo gia’ provato, ed e’ per questo che decisi di mollare tutto per girare il mondo cercando si sentirmi migliore. Infatti arrivai nelle filippine e qui inizio’ il mio incubo peggiore. Capirai alla polizia del posto non sembrava vero di essere riuscita ad incastrare una donna sola, bianca dove bianca significa soldi, denaro, ed e\ proprio in virtu’ di quei fogli dicarta dove di solito e’ stampato un eroe o un presidente che ora mi trovo a combattere una battaglia piu’ grande di me. Sono infatti due anni che sono segregata qui aspettando che un processo metta fine a questo orrore. Con un tranello dicevo, mi incastrano, l’accusa e’ infamante, traffico di minori, mi arrestano, e mi rilasciano dopo un giorno perche’ l’imboscata non era riuscita bene, infatti, per mancanza di prove, incongruenze. Il procuratore mi rida’ la liberta’, ma, mi accusa di falsificazione di documenti, documenti che io, come risulta da tutti i verbali, non ho mai falsificato. Il problema, e’ che mi sequestrano il passaporto, per cui, non posso lasciare il paese, pur non avendo nessuna restrizione, infatti io potrei andarmene tranquillamente, l’importante e’ che io presieda in aula il giorno dell’udienza. Come fare a riavere il mio documento? Facile, basta andare alla polizia , o fare una richiesta tramite un avvocato. Macche’ niente da fare, non se ne parla proprio, nel mio passaporto ci sono le prove del reato, per cui, non puo’ assolutamente essere rilasciato, a meno che....a meno che....io sganci 20000 euro, visto che ci vuole, il gioco e’ fatto!!!!!.Peccato che 20000 euro gia’ me li aveva tolti il primo avvocato, quello che la nostra cara e bella ambasciata, mi aveva consigliato di assumetre come mio legale. Nel frattempo, sempre quella struttura, situata nella zona piu’ bella di Manila, che ancora mi chiedo a cosa serve, oltre che a sbattermi le porte in faccia e trattarmi come la peggiore delle criminali, non fa altro che accrescere la mia angoscia, dicendomi che sarei rimasta, per il resto della mia vita a marcire in una squallida prigione. Che bello!!! E pensare che mi ero appena fatta due anni di terapia per uscire dalla depressione che mi aveva devastata, voi che dite forse ci sto ricadendo?? Ma si, sono solo due anni che sto aspettando un processo, solo due settimane che non mangio perche’ i miei soldi sono finiti, e poi perche dovrei ricaderci, non ho mica perso il mio lavoro.....o si??? Eh si!!! Ho perso anche quello, come ho perso mia mamma per dei linfonodi al collo, CANCRO, proprio come quei linfonodi che mi hanno appena risconttrato a me in un bellissimo ospedale di manila. Allora che fare, chiaro, semplice, iniziare a scivere la mia favola ai giornali, tv, .....ma mi sono accorta, che purtroppo, non sono una pirata della strada, per cui questa non va, sfortunatamente non ho ne genitori, ne parenti, per cui non posso ucciderli, e udite udite, non ho neanche un bambino a cui fracassare il cervello....peccato!!!! non va bene, nessuno mi ha risposto ma io che ho una grande fantasia, mi sono fatta una vaga idea di quello che hanno pensato.....ci dispiace, il pubblico non puo appassionarsi alla sua storia, e per cui come potra’ immagginare, noi non potremo fare soldi con gli sponsor, lei ancora non si e’ tolta la vita, ripassi piu’ tardi. Fortunatamente un principe azzurro, ha sentito l’odore della mela e, ha pubblicato la mia favoletta, sul giornale dove lavora, IL MESSAGGERO, era infatti il 12 ottobre quando nella pagina degli esteri appare come di incanto la notizia!!!, risultato??? Ambasciata, ministero, pigiano dei tasti su tastiere e telefoni e mi chiamano, * signora, come va??? Come sta??? credete sia cambiato qualcosa??? Niente, ,...mi sto ancora battendo affinche il giorno 17 novembre giorno del mio compleanno ma, anche la data della udienza ci sia accanto a me a farmi forza e a darmi coraggio un avvocato che non ho!!!! Come ?direte voi. E quello che ti ha scippato i primi 20000 euro??? Beh....quello diceva che 20000 erano pochi e che se non gliene avessi dati altri,......suo malgrado e con grande soffrenza avrebbe dovuto abbandonarmi...bene, cosi’ e’ stato!!! Ora sono sola...ma sola davvero, come un cane impaurito, senza soldi, senza una pacca sulla spalla, terrorizzata. E con un grande bisogno di essere stretta ed abbracciata da qualcuno. Non riesco neanche piu’ a piangere.Ora non mi rimane altro che trovare un lieto fine degno di questa storia ma sono due anni che sto lottando e le mie forze sono esaurite, sarebbe bello fare un sondaggio, ora va tanto di moda e piace tanto a tutti, fare un televoto, ma io non ho neanche il telefono, quello me lo hanno staccato ormai da tempo. E allora, me ne staro’ qui buona buona, aspettando che qualcuno si accorga di me fino a che ne avro’ il coraggio e la forza. Ciao a tutti spero di avervi tirato un po su di morale....... |
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